Mostre

Donatella Merlo Aldi

Ventun opere, in gran parte olii, e disegni che «fanno parte della sua più recente produzione ispirata ad un surrealismo moderato», da un ritaglio di giornale locale presente in archivio privo di ulteriori dati: lo stesso aggettivo «moderato» ricorre nella recensione di G. Verso, Donatella surrealista moderata, anch’esso senza data e provenienza (ritaglio in Album privo di provenienza e data, pubblicato in occasione della mostra alla Galleria d’arte Moderna di Portofino, settembre 1964). Da queste due fonti sono ricavati i titoli delle opere esposte, in parte identificate. Il servizio fotografico Diotallevi, Rapallo, documenta l’inaugurazione e, insieme alle foto delle opere presenti in archivio, ricostruiscono la mostra. 

Spunto delirante, olio su tela, 1964, Cristo dei mari, olio su tela, 1964 [o Cristo degli Abissi, cm. 50x60, riprodotto sulla copertina del dépliant della Galleria Carlevaro, in seguito, a colori, nel catalogo del 1971, La Tavolozza, 1969?], Imboscati, Elmo lunare, olio su tela, 1964 [una delle due versioni], Piccolo corallo, olio su tela, 1964, Noce gigante, olio su tela, 1963, La perla, olio su tela, 1964, Madrepora, olio su tela, 1963 [la versione ad acquerello riceve il Premio Venaria], Migrazione, olio su tela, 1963, Nell’orto, 1963, Aspettando l’alta marea, Sogno pomeridiano, La cattura delle conchiglie• [acquisto Sig. Battistella]; Le prigioniere del pregiudizio, La sposa del mare, olio su tela, 1964 [sul retro della tela Premio pittura 1966, n. 55, catalogo 20 Istituto Europeo di Storia dell’arte, Milano]. In Spunto delirante Verso coglie «un’ottima assimilazione della pittura informale» e nei disegni a china «l’assimilazione di motivi orientali».

G. Migone, Le Mostre d’Arte, “Il nuovo cittadino”, 16 settembre 1964.. descrive soggetti che «volgono all’allusività, con tendenze di derivazioni metafisiche e anche dadaiste», ed elenca alcune opere: nudi «senza alcuna ombra di sensualità», maschere allusive, riferimenti marini. Nota «una grafica resa con vivaci tratti lineari, che donano alle visioni particolare rilievo». 

La mostra viene recensita anche da “Il Secolo XIX”, 11 settembre: si tratta dell’articolo di N. Mura, “Il Secolo XIX”, 7 settembre citato in bibliografia? e da N. Mura, Cronache delle Arti [“Gazzetta del lunedì”, s.d. o “Il Secolo XIX”, 7 settembre 1964 citato in bibliografia]. A. Dragone la segnala l’8 settembre ai lettori torinesi di “Stampa Sera”, p. 6; così pure viene ricordata alla sezione Mostre… in Italia, in “Borsa d’Arte: mensile di quotazioni ufficiali e di informazioni di tutte le arti”, a. I., n. 1 (ottobre), p. 4.


 

 

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