Mostre

Donatella Merlo, Incisioni – acquarelli

Data inizio: 28/03/1984
Data fine: 20/04/1984
Tuttagrafica
Donatella Merlo

Presenta la cartella “Speroni, Stivali e Pistole”, con prefazione di R. Guasco (in gran parte citata nel testo, verifica sovrapposizione):

«Donatella Merlo dedica queste cinque incisioni ai ragazzi e a tutti coloro che non sono cresciuti, agli adulti che per un vecchio western alla televisione sacrificano ogni altra trasmissione, a coloro che vanno regolarmente al cinematografo a rivedere, anche se è già la quinta o la sesta volta, i classici del genere, ai collezionisti di cimeli, veri o falsi, pistole cappelli stivali manifesti. / Per un’artista che si è sempre mossa tra pittura fantastica e surreale è stato abbastanza naturale dedicare una serie di lavori ad uno dei miti del nostro tempo, giunto dall’America sull’onda del cinematografo prima, dei fumetti poi. Basta osservare l’acquaforte con la lapide funeraria “Murdered on the streets of Tombstone” con la pistola e le rose, o quella, bellissima, dei due stivali, per rendersi conto che il modo con cui Donatella Merlo ha guardato queste cose è il suo di sempre. D’altra parte le pistole hanno, almeno a Torino, un posto importante nella mitologia fantastica. Penso alla collezione di pistole di Italo Cremona e alle incisioni e dipinti che vi ha dedicato. / Agli amatori della grafica consiglio di osservare attentamente questi fogli. L’artista ha ottenuto un [sic] finissimi scala di grigi, da quello chiarissimo, appena percettibile del fondino delle carte da gioco in Poker Alice Ivers (fondino messo in rilievo dal bordo candido) ai grigi scuri del cappello in Revolver Colt "House"; a quelli degli stivali, in S/25,000 REWARD JESSE JAMES DEAD OR ALIVE, senza ricorrere all’acquatinta, né al tradizionale incrocio dei segni. Donatella Merlo usa il “ghirigoro”. La definizione mi sembra esatta. Sul Dizionario del Palazzi si legge: “ghirigoro sm. intreccio di linee curve, fatte a capriccio con la penna”. In questo caso si tratta della punta che corre sulla lastra. Si osservi come con questa tecnica è reso il nero grasso dei caratteri da stampa nei manifesti delle taglie (S/2500 REWARD). / Quando vuole ottenere un effetto di grigio luminoso e vibrante l’artista ricorre al “puntinato”, tecnica che usavano gli antichi incisori al bulino. La lapide tombale per Tom Mc Lowrey e per i suoi compagni è trattata in questo modo, come anche molte parti dei revolvers. Donatella Merlo si è certamente divertita a disegnare gli arabeschi che ornano il piccolo, grazioso Remington di Alice Poker Ivers, nata in Inghilterra e vissuta nel West, dove divenne un’abile e famosa manipolatrice di carte. Visse a lungo; morì nel 1930, dopo aver visto il West divenire leggenda. / Le citazioni che potrei ancora fare sono molte, dalle decorazioni degli stivali, pezzo di grande virtuosismo, alla ruota dentata degli speroni disegnata con precisione geometrica (notevole soprattutto in quella veduta di scorcio). Gli intenditori della tecnica sapranno scoprire tutte le finezze nascoste e calcolare il numero delle morsure occorse per ciascuna di queste lastre. / Dopo aver passato alcuni giorni ad osservare e a rigirarmi tra le mani questi fogli, l’immagine che si è depositata nella mia mente non è quella di un West lontano e leggendario, ma quella di Donatella chiusa nel suo studio, che lavora pazientemente giorno dopo giorno, curva sulla lastra, affondata nella nostalgia, forse nella tristezza, per una stagione della vita perduta e irrecuperabile».

A. Dragone, Le mostre d’arte. La luce di Seuphor cit.